Edifici con problemi strutturali e di umidità: dati ISTAT 2019

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Edifici con problemi strutturali e di umidità: dati ISTAT 2019

Il 14% degli italiani vive in case con problemi strutturali o di umidità, con un aumento di +0,8 punti percentuali rispetto all’anno precedente.

Il dato emerge dalle ultime rilevazioni Istat, riferite al 2019, e assume una particolare rilevanza alla luce della nuova centralità assunta dallo spazio domestico in quest’anno di pandemia e di lockdown.

Abitazioni prive di comfort, con impianti obsoleti

Dopo più di un anno di restrizioni, la casa, il luogo in cui abbiamo passato la maggior parte del nostro tempo, si è rivelata un fattore centrale nel nostro scenario quotidiano.

Quello che emerge da SAIE Bari – la fiera delle costruzioni che si terrà dal 7 al 9 ottobre 2021 – si basa sulle ultime rilevazioni ISTAT: oltre 8 milioni di italiani vivono in case con problemi strutturali o di umidità, mentre poco più di 7 milioni risiedono in abitazioni con inquinamento acustico.

Questo vuol dire che la nostra salute non è tutelata nemmeno in casa.

La strada da percorrere per dare al Paese un patrimonio immobiliare sostenibile, salubre ed efficiente è ancora tanta.

Qual è la situazione livello regionale?

La percentuale più alta di edifici con problemi strutturali e di umidità si trova nel Mezzogiorno (15,5%), rispetto al Centro (13,4%) e al Nord (13%).

Mentre a livello regionale il territorio in cui il problema è più evidente è l’Abruzzo (22,6%, +6,3 p.p.), seguito dalla Liguria (19,7%, +7,4) e dalla Campania (19,2%, +4,5). Più in linea coi criteri del nuovo costruire, invece, le abitazioni in Valle d’Aosta (9,4%, +2,7 p.p.), Friuli-Venezia Giulia (9,8%, -1,1 p.p.), Sicilia (10,3%; -2 p.p.) e Piemonte (10,3%, -0,3 p.p.).

Un altro problema cruciale è quello dell’inquinamento acustico.

Sempre secondo gli ultimi dati Istat, a vivere in case con rumore dai vicini o dalla strada sono quasi 7.118.200 di italiani (l’11,9% della popolazione residente).

Edifici con problemi strutturali e di umidità - situazione regionale
Fonte: ISTAT, indagine Eu-Silc: dati del 2019

Bonus, ecobonus e superbonus

Le misure messe in campo dalle istituzioni in questo senso possono sia alleviare le problematiche che dare impulso alla crescita della filiera. 

Il più utile secondo le imprese è il Bonus ristrutturazione (valutato positivamente dal 63%), seguito dall’Ecobonus (62%), dal Superbonus 110% (59%) e dal Sismabonus (56%). Del potenziale e delle criticità di tutti gli incentivi, ed in particolare del Superbonus 110% si discuterà a più riprese durante SAIE Bari.

Basteranno gli incentivi a tutelare la nostra salute e quindi a migliorare la qualità della vita?

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