Inail, salute e sicurezza nelle piscine

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fonte INAIL Dipartimento di medicina, epidemiologia, igiene del lavoro ed ambientale

L’INAIL, Istituto nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro, ha pubblicato il nuovo quaderno per la salute e la sicurezza nelle piscine 2016 per dare una maggiore informazione sulle fonti di pericolo e per ridurre gli incidenti che si verificano ogni anno nelle strutture natatorie.

Rivolto principalmente a genitori, personale di sorveglianza e responsabili della sicurezza, questo quaderno coniuga gli adempimenti tecnico-normativi e gli aspetti organizzativi e comportamentali con le misure di prevenzione per la tutela della salute ed alla sicurezza.

Nelle piscine, sia i frequentatori che i bagnanti possono essere soggetti ad infortunio, di lieve o forte entità. Nella tabella seguente si evidenziano i pericoli connessi all’uso delle piscine:

Disposizioni di sicurezza

Le disposizioni di sicurezza sugli impianti partono dal presupposto che i soggetti da proteggere sono i frequentatori, i bagnanti e gli addetti. Il responsabile della piscina, ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e successive modifiche, deve redigere il Documento di valutazione dei rischi che tenga conto di:

  • potenziali rischi igienico-sanitari;
  • misure preventive da adottare;
  • sistema di monitoraggio;
  • mansioni a rischio che richiedono un’idoneità professionale.

La UNI EN 15288-1:2010 specifica i requisiti di sicurezza per la progettazione, la pianificazione, la costruzione, la gestione delle piscine. Per fornire agli utenti un impianto sicuro, le considerazioni relative alla sicurezza devono iniziare da una accurata e attenta fase di progettazione che deve comprendere tutte le aree dell’impianto (entrata, spogliatoi, docce, vasca, ecc.), gli elementi strutturali, i materiali, le finiture e i dettagli.

Negli ambienti con sviluppo di vapore (vano vasche delle piscine, docce, zone soggette a notevole affollamento, ecc.), devono essere previsti sistemi per la limitazione dell’umidità relativa e in particolare: l’umidità relativa dell’aria non deve superare il 70%;  la velocità dell’aria non deve risultare superiore a 0,10 m/s; il ricambio d’aria deve essere di almeno 20 m3/h per ogni m2 di vasca.

Rischi per la salute nelle piscine

L’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2006 ha descritto le attività per il controllo dei rischi attraverso norme comportamentali per gli utenti e buone prassi per progettazione, costruzione e realizzazione delle piscine. Uno dei rischi per la salute dovuti agli agenti microbiologici riguarda le infezioni causate dal contatto con microrganismi di origine non fecale, qua- li infezioni cutanee (es. verruche), candidosi, infezioni del condotto uditivo e delle vie respiratorie (Legionella pneumophila). l’Istituto superiore di sanità segnala che dal 2000 al 2012 i casi di legionellosi in Italia sono stati 10.858.

Le misure più importanti per contenere il rischio chimico sono:
adozione di regole di comportamento per i bagnanti, comprese le norme igieniche volte a contenere la contaminazione dell’acqua con sostanze organiche;

  • corretta manutenzione dell’impianto sportivo;
  • pulizia della vasca e degli spazi perimetrali;
  • controllo della temperatura dell’acqua e della stabilità del pH;
  • adozione di un efficace sistema di filtrazione e disinfezione;
  • reintegro quotidiano di acqua fresca (almeno il 5%);
  • garantire adeguati ricambi d’aria;
  • stoccare e manipolare gli agenti chimici in maniera consona;
  • formazione specifica di coloro che operano nell’impianto.

Scarica il “quaderno per la salute e la sicurezza nelle piscine 2016” in formato pdf.

Contattaci per maggiori informazioni sulla Valutazione dei Rischi e sulla Legionella.

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