Valutazione del rischio nell’ambiente sportivo: le linee guida attuali

Valutazione del rischio nell’ambiente sportivo: le linee guida attuali

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Il settore dello sport è stato uno dei più colpiti dalla pandemia del COVID-19, e la riapertura delle strutture sportive è stata attesa come non mai. Purtroppo non tutti son stati in grado di riapire.

Per chi però è riuscito a gestire la chiusura la meglio, neppure la riapertura è stata una passeggiata.

Infatti nelle prime linee guida di maggio 2021 c’era il dubbio sulla possibilità di utilizzo delle docce, in quanto a pag.10 del documento erano vietate, mentre nell’allegato delle piscine non si faceva cenno al divieto.

Con l’aggiornamento del 1 giugno invece, “L’uso delle docce è consentito, salvo diverse esplicite disposizioni normative di ordine più restrittivo. […] si sottolinea ulteriormente l’importanza del ricambio d’aria e della pulizia e disinfezione che deve essere garantita regolarmente nel corso della giornata.”

Cerchiamo di capire meglio.

Linee di Indirizzo del Dipartimento sport

Nell’attuale quadro normativo, il Protocollo è stato elaborato dal Dipartimento per lo sport della Presidenza del Consiglio dei Ministri, alla luce delle precedenti Linee-Guida del 22 ottobre 2020 e del 5 marzo 2021, sulla base dei criteri definiti dal Comitato Tecnico-Scientifico, delle indicazioni fornite dal CTS, sentita la Federazione Medico Sportiva Italiana“FMSI”.

SALUTE, SICUREZZA E VALUTAZIONE DEL RISCHIO

Per tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori dal possibile contagio da coronavirus (e non solo!!) e garantire la salubrità dell’ambiente di lavoro, la valutazione del rischio è fondamentale. L’atto finale della valutazione del rischio è il DVR (Documento di Valutazione del Rischio): obbligo in capo al datore di lavoro/gestore del sito sportivo/rappresentante dell’organizzazione sportiva che dovrà adottare una serie di azioni per integrare il DVR e prevenire il rischio di infezione da SARS-CoV-2 nei luoghi di lavoro contribuendo, altresì, alla prevenzione della diffusione dell’epidemia.

PRATICHE DI IGIENE NEGLI SPAZI COMUNI

Oltre a tutte le pratiche ormai assodate di utilizzo dei DPI, distanziamento, misurazione della temperatura, percorsi di ingresso e di uscita differenziati, ecc.. è fondamentale soffermarsi sulla gestione dell’aria nei locali, ovvero cosa respiriamo?

Non possiamo più negare l’evidenza: il virus viaggia nell’aria, tutti i virus viaggiano nell’aria. Più alta è la concentrazione di virus, maggiore è la probabilità di contagio. Il ricambio d’aria negli ambienti si rivela fondamentale nella diluizione del virus e nel suo trasferimento, per quanto possibile, all’esterno.

Nelle linee guida si legge:

Per quanto riguarda l’uso delle docce, si sottolinea ulteriormente l’importanza del ricambio d’aria e della pulizia e disinfezione che deve essere garantita regolarmente nel corso della giornata.

Ai fini dell’attuazione delle buone pratiche igieniche dovranno essere messe a disposizione:

specifiche attività di filtrazione dell’aria nei locali chiusi ad alta densità di persone o di attività, ad esempio tramite purificatori di aria dotati di filtri HEPA destinati a diminuire la quantità di aerosol.

SCARICA IL DOCUMENTO DELLE LINEE GUIDA

LE REGOLE DELLA CONFERENZA STATO-REGIONI DEL 2003

Potrà sembrare incredibile, ma niente di tutto ciò che si legge nelle linee guida per quanto riguarda la qualità dell’aria è una novità.

Nel 2003 la conferenza Stato regioni e provincie Autonome di Bolzano e Trento ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale un Accordo in merito alla gestione e controllo di piscine e centri natatori. Per la qualità dell’aria e per il benessere di nuotatori e pubblico al punto 1.6 si riportano alcune note in merito a umidità relativa, velocità dell’aria e quantità di aria di rinnovo minima prevista.

Nel piano vasca, la temperatura dell’aria nelle zone di attività di nuoto e balneazione non deve essere inferiore a quella dell’acqua della vasca. Altro parametro importante è l’umidità relativa dell’aria che non deve superare il 70%, insieme al ricambio d’aria che deve essere di almeno 20 m³/H per ogni m² di vasca.

Negli spogliatoi e nel pronto soccorso la temperatura dell’aria non deve essere inferiore a 20°C, il ricambio d’aria deve risultare non inferiore a 4 volumi/min.

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