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sanificazione canali aria Sanificazione ambientale e impianti aeraulici


La sanificazione ambientale è importantissima per la tutela della salute delle persone.

In un momento storico come questo è ancora più importante PRE-OCCUPARCI di cosa respiriamo. Non sappiamo effettivamente se il corona virus “COVID-19” (dove “CO” sta per corona, “VI” per virus, “D” per disease e “19” indica l’anno in cui si è manifestata) sia una vera minaccia, però le linee guida parlano chiaro: la sanificazione canali aria è prevista dalla legge con sanzioni penali al datore di lavoro inadempiente.


Aggiornamento DL Rilancio 19/05/2020 – ART. 125

VADEMECUM DECRETO RILANCIO MAGGIO 2020

Credito d’imposta pari al 60% delle spese ammissibili sostenute nel periodo d’imposta 2020 fino ad un massimo di euro 60.000, questo è il credito spettante per ciascun beneficiario per gli interventi di sanificazione di ambienti e strumenti di lavoro, per l’acquisto di dispositivi di protezione, di sicurezza, detergenti e disinfettanti. Il tetto complessivo viene aumentato fino ai 200 milioni di euro.


Le misure correttive di sanificazione degli impianti aeraulici sono definite dalle Linee Guida del 2006 (Linee Guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva sugli impianti di climatizzazione).

Grazie alla sanificazione si mantengono costantemente sotto controllo le cariche microbiologiche potenzialmente pericolose, come per esempio il batterio Legionella e l’aspergillo.

Gli inquinanti presenti nell’aria possono essere di 4 tipi:

  1. CHIMICO (ossidi d’azoto, ossidi di zolfo, monossido di carbonio e ozono)
  2. FISICO (fibre minerali, amianto, particolato aerodisperso)
  3. MICROBIOLOGICO (acari, funghi, batteri, ecc)
  4. prodotti da COMBUSTIONE

Essi sono causa di numerose affezioni e malattie che si presentano sotto forma di irritazioni alle mucose, raffreddori, influenza, allergie.

Cosa facciamo:

  1.  effettuiamo controllo della proliferazione microbiologica all’interno degli impianti di climatizzazione e condizionamento

Come operiamo:

  • dopo aver confinato i locali serviti dall’impianto, si procede alla nebulizzazione di un prodotto igienizzante ad ampio spettro derivante da una formulazione innovativa composta da materiali facenti parte della lista dei biocidi approvata dall’Unione Europea (non contiene aldeidi, fenoli, cloro, perossidi o altre sostanze chimiche reattive).
    Lo speciale mix di principi attivi aggredisce le membrane e le celle microbiche.

Per ulteriori informazioni, compila il modulo di raccolta dati per il preventivo:


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FAQ
DOMANDE FREQUENTI SULLA SANIFICAZIONE


Sanificazione impianti e ambienti

No, sanificare impianti, apparecchiature ed ambienti è importante anche per ridurre altri rischi batteriologici e virali come ad esempio la Legionellosi, l’aspergillosi, ….

La risposta è No. L’ozono va bene per abbattere i cattivi odori e le cariche microbiologiche ma è molto, molto pericoloso in quanto, ad alte concentrazioni, è letale per l’uomo. Va quindi usato solo da personale esperto e con specifiche molto stringenti. Inoltre questo elemento è un forte ossidante che crea problemi sia alle materie grasse (come ad esempio alcune parti di insaccati, formaggi) che ai circuiti elettrici ed elettronici e materiali ferrosi in genere.

Al fine di verificarne l’efficacia, è indispensabile misurare se ovunque nella stanza/locale produttivo si è raggiunta la concentrazione necessaria per l’abbattimento delle cariche microbiologiche e per ambienti grandi non è sempre facile.  Inoltre è importante ricordare che l’ozono è un inquinante ricercato da ARPA insieme al PM10 per comprendere l’inquinamento delle nostre città: a basse concentrazioni può creare fastidiosi mal di testa, secchezza delle mucose, fastidio agli occhi, …

Si. Con particolare attenzione a tutti i mezzi che vengono utilizzati da più persone. Per la sanificazione si consiglia di utilizzare una nebbia ricca di igienizzante attivo sul virus sia negli abitacoli che nei vani porta attrezzi.

Sanificare tutti gli ambienti frequentati da questa persona  sia per quanto riguarda le superfici che per quanto riguarda l’ambiente in senso generale quindi con nebbia ricca di igeinizzante attivo su virus. 

No, se i locali sono rimasti chiusi senza attività.

E’ però fondamentale sanificare regolarmente durante tutto il periodo di emergenza.

E’ necessario redigere un protocollo di pulizia e sanificazione che deve essere condiviso tra Datore di Lavoro, Medico Competente, RSPP, RLS, dipendenti ed sindacati se presenti. Il protocollo deve prevedere tutte le attività di sanificazione e pulizie che si intendono eseguire per la gestione normale dell’attività. 

No, la gestione di temperatura ed umidità relativa all’interno dei locali non riesce ad aiutare ad abbattere il rischio in quanto sarebbe necessario arrivare a limiti di temperature e U.R. di completo e pesante discomfot per le persone.

Si. E’ possibile eseguire idonei tamponi per la verifica su superfici della presenza di COVID-19.

Questo controllo può essere utilizzato sia per la verifica delle attività di sanificazione, sia per prevenzione. Il controllo della presenza COVID-19 può essere utilizzato anche per pianificare al meglio le attività di sanificazione ambientali con nebbia igienizzante o altri strumenti di sanificazione idonei.

Per le superfici è preferibile sanificare anche più volte al giorno soprattutto se le stesse sono toccate da più persone (es. touch screen della stampante/fotocopiatrice, maniglie dei miscelatori del bagno, …).

Per gli ambienti è preferibile eseguire un’attenta valutazione del rischio potenziale di contagio che deve tenere conto di numero di persone normalmente presenti, numero di persone che arrivano come ospiti, clienti, trasportatori, ecc. conformazione degli ambienti, conformazione dei posti di lavoro, tipologia di impianti di climatizzazione e ricambio aria.

Nel dubbio comunque meglio non far passare troppo tempo tra una sanificazione e l’altra.

Una strategia ed efficace per la gestione del rischio è ricambiare il più possibile l’aria nei luoghi di lavoro.
Si può fare in diversi modi: 

  • aprendo le porte e le finestre regolarmente e per più tempo possibile; 
  • tenendo accesi tutti i ventilatori di estrazione presenti (bagni, produzione, a servizio di macchine, …)
  • mantenendo accesi tutti gli impianti di climatizzazione/ricambio aria che siano in grado di ricambiare l’aria dell’ambiente. 

No. Devono essere aperte anche le finestre/porte degli ambienti di lavoro.

E’ necessario rivolgersi ad aziende specializzate qualificate secondo D.M.37/2008 lettera C – Regolamento concernente l’attuazione dell’articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici. (GU n.61 del 12-3-2008 ). 

Inoltre le aziende devono essere qualificate secondo quanto previsto dal “linee guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva degli impianti di climatizzazione” G.U. 03/11/2006. 

Le attività di sanificazione hanno maggiore incisività su superfici pulite. Quindi è consigliabile effettuare la pulizia dei locali prima di sanificarli.

Aria SpA utilizza prodotti per la sanificazione che non lasciano residui sulle superfici. Dopo l’attesa dei tempi di quarantena prescritti per i locali (circa 8/10 ore) è possibile rientrare senza alcun problema.

Non serve pulire le superfici e non è indispensabile areare i locali.

Rimozione dello sporco da oggetti e superfici contaminate ottenuta con acqua, azione meccanica e/o sostanze chimiche detergenti.

La pulizia è parte integrante del processo di sanificazione, riducendo tutti i tipi di microrganismi ed il materiale organico e deve sempre precedere qualsiasi intervento di disinfezione, disinfestazione e sterilizzazione. (Fonte: Schema di linee guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva sugli impianti di climatizzazione – Gazzetta Ufficiale 03/11/2006)
Complesso di procedimenti e operazioni atti a rimuovere polveri, materiale non desiderato o sporcizia da superfici, oggetti, ambienti confinati ed aree di pertinenza (Fonte: art. 1, comma 1, del D.M. Industria n. 274/97). 

Processo atto a rendere igienicamente sano l’ambiente e le attrezzature.

Consiste in più fasi distinte, dipendenti tra loro: pulizia, disinfezione, sterilizzazione, disinfestazione. (Fonte: Schema di linee guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva sugli impianti di climatizzazione – Gazzetta Ufficiale 03/11/2006)

Complesso di procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti mediante la pulizia e/o la disinfezione e/o la disinfestazione ovvero mediante il controllo e il miglioramento delle condizioni del microclima per quanto riguarda la temperatura, l’umidità e la ventilazione ovvero per quanto riguarda l’illuminazione e il rumore.(Fonte: art. 1, comma 1, del D.M. Industria n. 274/97)

Processo fisico o chimico finalizzato alla distruzione stocastica di ogni forma microbica vivente, in forma sia vegetativa che sporale. Secondo norma UNI EN 556, il livello di sicurezza di sterilità (SAL) corrisponde alla probabilità teorica minore/uguale 1 du 1 milione di rilevare un microrganismo sopravvivente all’interno di un lotto di sterilizzazione. (Fonte: Schema di linee guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva sugli impianti di climatizzazione – Gazzetta Ufficiale 03/11/2006)

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