Valutazione rischio incendio nei ristoranti

Prima che un ristorante inizi la propria attività è necessario procedere ad una valutazione del rischio di incendio, in modo conforme alla normativa nazionale.

Bisogna considerare per esempio:

  • l’identificazione dei materiali combustibili presenti e la loro minimizzazione;
  • la stima del numero del personale e dei visitatori che potrebbero essere presenti;
  • la previsione di come le persone presenti potrebbero reagire. questo dipende dal consumo di alcool o da qualsiasi tipo di disabilità temporanea o permanente che essi possano avere;
  • la valutazione dell’adeguatezza delle misure di protezione antincendio presenti.

La Confederation of Fire Protection Association Europe (CFPA-Europe) un’associazione europea di organizzazioni nazionali che si occupano di prevenzione e protezione dagli incendi e anche di salute e sicurezza, ha prodotto diverse linee guida in materia di sicurezza antincendio.

Una di queste è la Fire Safety in Restaurants tradotta in italiano da Guido Zaccarelli, Presidente Vicario APC Prevenzione incendi di AIAS, dove si segnala che gli incendi compaiono nelle cucine con frequenza quasi doppia che in tutte le altri parti.

Le cucine

E’ essenziale “che se l’incendio scoppia in una cucina non possa propagarsi alle altre parti dell’attività, e soprattutto non al locale di consumazione pasti o alle vie di esodo, e di qui la necessità di una efficace compartimentazione.”

I dispositivi antincendio “devono essere sottoposti alla manutenzione periodica secondo gli standard nazionali a cura di tecnici competenti”. La manutenzione periodica e le verifiche dei dispositivi antincendio “devono essere registrate per iscritto”.

Si segnala poi che nonostante la varietà dei processi di cottura coinvolti nei vari ristoranti, “i principali rischi di incendio che sorgono dalla preparazione del cibo derivano dall’uso di grassi riscaldati e dal rischio di surriscaldamento dei grassi”.

Accumulo di grasso nella cappa

cappa_cucina_industriale_grasso

Non tralasciamo ovviamente i depositi di grasso che si accumulano nelle cappe delle cucine ed il combustibile (gas, GPL o energia elettrica) usato per cucinare possono essere gravi pericoli”.

Nella sezione 7 della linea guida si parla di “Pulizia e gestione”, il nostro pane quotidiano insomma.

“La pulizia delle superfici di tutte le apparecchiature di cottura, cappe, coperture, canali, ventilatori, bruciatori ed equipaggiamento fisso antincendio deve essere svolta ad intervalli frequenti allo scopo di prevenire la contaminazione da grasso o olio.”

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La salute non è un optional.