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FAQ
DOMANDE FREQUENTI SUI NOSTRI SERVIZI


Aria SpA

Siamo specializzati in operazioni di manutenzione igienica degli impianti di distribuzione aria. Effettuiamo inoltre monitoraggi tecnici ed igienici degli impianti in uso secondo le procedure previste dalle Linee Guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva per gli impianti di climatizzazione.

I servizi offerti si avvalgono di sistemi brevettati e standardizzati, in linea con le più recenti norme e con le più recenti indicazioni tecniche.

Category: Aria SpA

I nostri clienti abituali sono tutte le strutture dotate di un impianto di climatizzazione:

  • sanitario (studi medici, reparti degenze, sale operatorie)
  • commerciale (uffici, negozi, centri commerciali)
  • industrie (produzione, az. alimentari)
  • residenziale
  • ovunque ci siano impianti di ventilazione, climatizzazione, riscaldamento, ecc.
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Aria SpA ed i suoi operatori detengono le seguenti abilitazioni:

  • Legge 37/08 lettera C: Abilitazioni con nomina di Responsabile Tecnico (EX 46/90)
  • Abilitazioni di Categoria A e B del personale addetto alle operazioni di monitoraggio e bonifica come da Linee Guida
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Il metodo di bonifica utilizzato, che è stato da noi brevettato, é di tipo pneumatico. Tale metodo consente di operare senza distinzioni o limiti particolari all’interno di tutte le tipologie di impianto. Inoltre il sistema pneumatico risulta l’unico in linea con le prescrizioni per delle Linee Guida per il controllo delle legionellosi.

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Bonifica impianti

Con il termine Sanificazione si intende il processo atto a rendere igienicamente sano l’ambiente e le attrezzature; consiste di fasi distinte, ma interdipendenti: pulizia, disinfezione, sterilizzazione, disinfestazione.

E’ necessario rivolgersi ad aziende specializzate qualificate secondo D.M.37/2008 lettera C – Regolamento concernente l’attuazione dell’articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici. (GU n.61 del 12-3-2008 ). 

Inoltre le aziende devono essere qualificate secondo quanto previsto dal “linee guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva degli impianti di climatizzazione” G.U. 03/11/2006. 

Ad oggi non ci sono evidenze scientifiche nè per la necessità nè per la non necessità.

E’ consigliabile verificare prima di tutto la condizioni igieniche delle condotte per decidere se serve eseguire la pulizia e sanificazione delle condotte aerauliche (Bonifica condotte aria) per evitare comunque anche altri rischi biologici per i lavoratori.

Questa verifica va eseguita con un monitoraggio tecnico ed igienico dell’impianto aeraulico attraverso la valutazione secondo metodo standardizzato A.R.I.A. – Assegnazione Rischio Impianto Aeraulico

Rimozione dello sporco da oggetti e superfici contaminate ottenuta con acqua, azione meccanica e/o sostanze chimiche detergenti.

La pulizia è parte integrante del processo di sanificazione, riducendo tutti i tipi di microrganismi ed il materiale organico e deve sempre precedere qualsiasi intervento di disinfezione, disinfestazione e sterilizzazione. (Fonte: Schema di linee guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva sugli impianti di climatizzazione – Gazzetta Ufficiale 03/11/2006)
Complesso di procedimenti e operazioni atti a rimuovere polveri, materiale non desiderato o sporcizia da superfici, oggetti, ambienti confinati ed aree di pertinenza (Fonte: art. 1, comma 1, del D.M. Industria n. 274/97). 

Processo atto a rendere igienicamente sano l’ambiente e le attrezzature.

Consiste in più fasi distinte, dipendenti tra loro: pulizia, disinfezione, sterilizzazione, disinfestazione. (Fonte: Schema di linee guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva sugli impianti di climatizzazione – Gazzetta Ufficiale 03/11/2006)

Complesso di procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti mediante la pulizia e/o la disinfezione e/o la disinfestazione ovvero mediante il controllo e il miglioramento delle condizioni del microclima per quanto riguarda la temperatura, l’umidità e la ventilazione ovvero per quanto riguarda l’illuminazione e il rumore.(Fonte: art. 1, comma 1, del D.M. Industria n. 274/97)

Processo fisico o chimico finalizzato alla distruzione stocastica di ogni forma microbica vivente, in forma sia vegetativa che sporale. Secondo norma UNI EN 556, il livello di sicurezza di sterilità (SAL) corrisponde alla probabilità teorica minore/uguale 1 du 1 milione di rilevare un microrganismo sopravvivente all’interno di un lotto di sterilizzazione. (Fonte: Schema di linee guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva sugli impianti di climatizzazione – Gazzetta Ufficiale 03/11/2006)

Covid-19 e Legionella

L’Istituto Superiore di Sanità ha redatto la “Guida per la prevenzione della contaminazione da Legionella negli impianti idrici di strutture turistico recettive e altri edifici ad uso civile e industriale, non utilizzati durante la pandemia COVID-19.

Questo documento fornisce raccomandazioni tecniche specifiche relative alla prevenzione, controllo e gestione del rischio Legionella negli impianti idrici alla luce dell’emergenza COVID-19.

In questo periodo, infatti, il ristagno dell’acqua e l’uso saltuario di alcuni impianti, potrebbero determinare un grave rischio per la trasmissione della legionellosi

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la trasmissione delle infezioni da coronavirus, incluso il SARS-CoV-2, avviene attraverso droplets, goccioline di diametro ≥ 5 μm che originano dagli atti del respirare, parlare, tossire e starnutire. Per le loro dimensioni i droplets viaggiano nell’aria per brevi distanze, generalmente inferiori a un metro, e possono direttamente raggiungere soggetti suscettibili nelle immediate vicinanze, come anche depositarsi su oggetti o superfici che diventano quindi fonte di diffusione del virus. Infatti, in questo caso, mani che sono venute in contatto con gli oggetti così contaminati possono costituire veicolo di trasmissione per contatto indiretto quando toccano bocca, naso e occhi. Premesso che il lavaggio delle mani costituisce sempre il punto cardine di una corretta prevenzione, la pulizia regolare seguita dalla disinfezione delle superfici e degli ambienti interni rivestono un ruolo cruciale nella prevenzione e contenimento della diffusione del virus.

Fonte: Gruppo di Lavoro ISS Biocidi COVID-19. Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento. Versione del 15 maggio 2020. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2020. (Rapporto ISS COVID-19 n. 25/2020)

Studi su coronavirus, non SARS-CoV-2, quali il virus della SARS e della MERS, suggeriscono che il tempo di sopravvivenza di questi patogeni sulle superfici, in condizioni sperimentali, oscilla da poche ore fino ad alcuni giorni in dipendenza del materiale interessato, della concentrazione, della temperatura e dell’umidità. Va sottolineato che tale dato si riferisce al reperimento di RNA del virus e non al suo isolamento in forma vitale, e quindi non correlato alla sua reale infettività.

Dati più recenti relativi alla persistenza del virus SARS-CoV-2 ne confermano la capacità di persistenza su plastica e acciaio inossidabile che, in condizioni sperimentali, è confrontabile a quella del virus della SARS (SARS-CoV-1), mostrando anche un analogo decadimento esponenziale nel tempo. Sulle plastiche e l’acciaio inossidabile il virus può resistere fino a 72 ore, anche se la carica infettiva sui suddetti materiali si dimezza dopo circa 6 ore e 7 ore, rispettivamente. Le superfici sulle quali si ha una minore persistenza sono il rame e il cartone, dove è stato osservato un abbattimento completo dell’infettività dopo 4 ore per il rame e 24 ore per il cartone.

Il virus SARS-CoV-2 sembrerebbe pertanto essere più stabile sulle superfici lisce

Fonte: Gruppo di Lavoro ISS Biocidi COVID-19. Raccomandazioni ad interim sulla sanificazione di strutture non sanitarie nell’attuale emergenza COVID-19: superfici, ambienti interni e abbigliamento. Versione del 15 maggio 2020. Roma: Istituto Superiore di Sanità; 2020. (Rapporto ISS COVID-19 n. 25/2020)

Il mio impianto

Si, durante le operazioni di bonifica potranno essere ricavati gli accessi necessari alla operazioni di bonifica.

Category: Il mio impianto

Durante le operazioni di monitoraggio potranno essere predisposti i varchi necessari al prelievo dei campioni. In linea di massima non esistono particolari ostacoli.

Se l’impianto lo consente le azioni azioni possono essere effettuate da varchi lasciati liberi da diffusori, bocchette, griglie e da tutti gli accessori alla diffusione presenti.

Category: Il mio impianto

Durante le operazioni di monitoraggio potranno essere predisposti i varchi necessari al prelievo dei campioni. In linea di massima non esistono particolari ostacoli. Se l’impianto lo consente le azioni azioni possono essere effettuate da varchi lasciati liberi da diffusori, bocchette, griglie, e da tutti gli accessori alla diffusione presenti.

Category: Il mio impianto

Durante le operazioni di monitoraggio potranno essere predisposti i varchi necessari al prelievo dei campioni. In linea di massima non esistono particolari ostacoli. Se l’impianto lo consente le azioni possono essere effettuate da varchi lasciati liberi da diffusori, bocchette, griglie,….e da tutti gli accessori alla diffusione presenti.

Category: Il mio impianto

Monitoraggio

L’ispezione visiva ha come scopo quello di definire tramite delle prove strumentali ed una ricognizione visiva le reali condizioni dell’impianto di aerazione.
Oltre a questo devono essere valutate sia le caratteristiche tecniche dell’impianto di aerazione che le modalità di installazione dello stesso per determinare se tali aspetti hanno influito sulla situazione igienica dell’impianto stesso.

Category: Monitoraggio

Pulizia ventilconvettori, split e Unità di trattamento aria (UTA)

No, sanificare impianti, apparecchiature ed ambienti è importante anche per ridurre altri rischi batteriologici e virali come ad esempio la Legionellosi, l’aspergillosi, ….

Si. E’ possibile eseguire idonei tamponi per la verifica su superfici della presenza di COVID-19.

Questo controllo può essere utilizzato sia per la verifica delle attività di sanificazione, sia per prevenzione. Il controllo della presenza COVID-19 può essere utilizzato anche per pianificare al meglio le attività di sanificazione ambientali con nebbia igienizzante o altri strumenti di sanificazione idonei.

Per ora non ci sono evidenze scientifiche che diano una risposta chiara ne per il si ne per il no.

Prudenzialmente è meglio eseguire, prima dell’avvio della stagione estiva, una pulizia e sanificazione approfondita, aggiungendo se possibile, la sostituzione dei filtri o sanificarli con cura.

Per ora non ci sono evidenze scientifiche che diano una risposta chiara ne per il si ne per il no.

Se le unità di trattamento aria (UTA) possono ricambiare in parte o tutta l’aria è indispensabile mantenerle in funzione anche senza il carico termico o il controllo dell’umidità relativa.

Prudenzialmente è meglio eseguire una pulizia e sanificazione approfondita e sostituire tutti i filtri aria presenti. 

Si. Va sanificato tutto prima di iniziare la pulizia e la sanificazione. Inoltre gli operatori devono indossare idonei DPI.

E’ necessario rivolgersi ad aziende specializzate qualificate secondo D.M.37/2008 lettera C – Regolamento concernente l’attuazione dell’articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici. (GU n.61 del 12-3-2008 ). 

Inoltre le aziende devono essere qualificate secondo quanto previsto dal “linee guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva degli impianti di climatizzazione” G.U. 03/11/2006. 

Rimozione dello sporco da oggetti e superfici contaminate ottenuta con acqua, azione meccanica e/o sostanze chimiche detergenti.

La pulizia è parte integrante del processo di sanificazione, riducendo tutti i tipi di microrganismi ed il materiale organico e deve sempre precedere qualsiasi intervento di disinfezione, disinfestazione e sterilizzazione. (Fonte: Schema di linee guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva sugli impianti di climatizzazione – Gazzetta Ufficiale 03/11/2006)
Complesso di procedimenti e operazioni atti a rimuovere polveri, materiale non desiderato o sporcizia da superfici, oggetti, ambienti confinati ed aree di pertinenza (Fonte: art. 1, comma 1, del D.M. Industria n. 274/97). 

Processo atto a rendere igienicamente sano l’ambiente e le attrezzature.

Consiste in più fasi distinte, dipendenti tra loro: pulizia, disinfezione, sterilizzazione, disinfestazione. (Fonte: Schema di linee guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva sugli impianti di climatizzazione – Gazzetta Ufficiale 03/11/2006)

Complesso di procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti mediante la pulizia e/o la disinfezione e/o la disinfestazione ovvero mediante il controllo e il miglioramento delle condizioni del microclima per quanto riguarda la temperatura, l’umidità e la ventilazione ovvero per quanto riguarda l’illuminazione e il rumore.(Fonte: art. 1, comma 1, del D.M. Industria n. 274/97)

Processo fisico o chimico finalizzato alla distruzione stocastica di ogni forma microbica vivente, in forma sia vegetativa che sporale. Secondo norma UNI EN 556, il livello di sicurezza di sterilità (SAL) corrisponde alla probabilità teorica minore/uguale 1 du 1 milione di rilevare un microrganismo sopravvivente all’interno di un lotto di sterilizzazione. (Fonte: Schema di linee guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva sugli impianti di climatizzazione – Gazzetta Ufficiale 03/11/2006)

Sanificazione impianti e ambienti

No, sanificare impianti, apparecchiature ed ambienti è importante anche per ridurre altri rischi batteriologici e virali come ad esempio la Legionellosi, l’aspergillosi, ….

La risposta è No. L’ozono va bene per abbattere i cattivi odori e le cariche microbiologiche ma è molto, molto pericoloso in quanto, ad alte concentrazioni, è letale per l’uomo. Va quindi usato solo da personale esperto e con specifiche molto stringenti. Inoltre questo elemento è un forte ossidante che crea problemi sia alle materie grasse (come ad esempio alcune parti di insaccati, formaggi) che ai circuiti elettrici ed elettronici e materiali ferrosi in genere.

Al fine di verificarne l’efficacia, è indispensabile misurare se ovunque nella stanza/locale produttivo si è raggiunta la concentrazione necessaria per l’abbattimento delle cariche microbiologiche e per ambienti grandi non è sempre facile.  Inoltre è importante ricordare che l’ozono è un inquinante ricercato da ARPA insieme al PM10 per comprendere l’inquinamento delle nostre città: a basse concentrazioni può creare fastidiosi mal di testa, secchezza delle mucose, fastidio agli occhi, …

Si. Con particolare attenzione a tutti i mezzi che vengono utilizzati da più persone. Per la sanificazione si consiglia di utilizzare una nebbia ricca di igienizzante attivo sul virus sia negli abitacoli che nei vani porta attrezzi.

Sanificare tutti gli ambienti frequentati da questa persona  sia per quanto riguarda le superfici che per quanto riguarda l’ambiente in senso generale quindi con nebbia ricca di igeinizzante attivo su virus. 

No, se i locali sono rimasti chiusi senza attività.

E’ però fondamentale sanificare regolarmente durante tutto il periodo di emergenza.

E’ necessario redigere un protocollo di pulizia e sanificazione che deve essere condiviso tra Datore di Lavoro, Medico Competente, RSPP, RLS, dipendenti ed sindacati se presenti. Il protocollo deve prevedere tutte le attività di sanificazione e pulizie che si intendono eseguire per la gestione normale dell’attività. 

No, la gestione di temperatura ed umidità relativa all’interno dei locali non riesce ad aiutare ad abbattere il rischio in quanto sarebbe necessario arrivare a limiti di temperature e U.R. di completo e pesante discomfot per le persone.

Si. E’ possibile eseguire idonei tamponi per la verifica su superfici della presenza di COVID-19.

Questo controllo può essere utilizzato sia per la verifica delle attività di sanificazione, sia per prevenzione. Il controllo della presenza COVID-19 può essere utilizzato anche per pianificare al meglio le attività di sanificazione ambientali con nebbia igienizzante o altri strumenti di sanificazione idonei.

Per le superfici è preferibile sanificare anche più volte al giorno soprattutto se le stesse sono toccate da più persone (es. touch screen della stampante/fotocopiatrice, maniglie dei miscelatori del bagno, …).

Per gli ambienti è preferibile eseguire un’attenta valutazione del rischio potenziale di contagio che deve tenere conto di numero di persone normalmente presenti, numero di persone che arrivano come ospiti, clienti, trasportatori, ecc. conformazione degli ambienti, conformazione dei posti di lavoro, tipologia di impianti di climatizzazione e ricambio aria.

Nel dubbio comunque meglio non far passare troppo tempo tra una sanificazione e l’altra.

Una strategia ed efficace per la gestione del rischio è ricambiare il più possibile l’aria nei luoghi di lavoro.
Si può fare in diversi modi: 

  • aprendo le porte e le finestre regolarmente e per più tempo possibile; 
  • tenendo accesi tutti i ventilatori di estrazione presenti (bagni, produzione, a servizio di macchine, …)
  • mantenendo accesi tutti gli impianti di climatizzazione/ricambio aria che siano in grado di ricambiare l’aria dell’ambiente. 

No. Devono essere aperte anche le finestre/porte degli ambienti di lavoro.

E’ necessario rivolgersi ad aziende specializzate qualificate secondo D.M.37/2008 lettera C – Regolamento concernente l’attuazione dell’articolo 11-quaterdecies, comma 13, lettera a della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici. (GU n.61 del 12-3-2008 ). 

Inoltre le aziende devono essere qualificate secondo quanto previsto dal “linee guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva degli impianti di climatizzazione” G.U. 03/11/2006. 

Le attività di sanificazione hanno maggiore incisività su superfici pulite. Quindi è consigliabile effettuare la pulizia dei locali prima di sanificarli.

Aria SpA utilizza prodotti per la sanificazione che non lasciano residui sulle superfici. Dopo l’attesa dei tempi di quarantena prescritti per i locali (circa 8/10 ore) è possibile rientrare senza alcun problema.

Non serve pulire le superfici e non è indispensabile areare i locali.

Rimozione dello sporco da oggetti e superfici contaminate ottenuta con acqua, azione meccanica e/o sostanze chimiche detergenti.

La pulizia è parte integrante del processo di sanificazione, riducendo tutti i tipi di microrganismi ed il materiale organico e deve sempre precedere qualsiasi intervento di disinfezione, disinfestazione e sterilizzazione. (Fonte: Schema di linee guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva sugli impianti di climatizzazione – Gazzetta Ufficiale 03/11/2006)
Complesso di procedimenti e operazioni atti a rimuovere polveri, materiale non desiderato o sporcizia da superfici, oggetti, ambienti confinati ed aree di pertinenza (Fonte: art. 1, comma 1, del D.M. Industria n. 274/97). 

Processo atto a rendere igienicamente sano l’ambiente e le attrezzature.

Consiste in più fasi distinte, dipendenti tra loro: pulizia, disinfezione, sterilizzazione, disinfestazione. (Fonte: Schema di linee guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva sugli impianti di climatizzazione – Gazzetta Ufficiale 03/11/2006)

Complesso di procedimenti e operazioni atti a rendere sani determinati ambienti mediante la pulizia e/o la disinfezione e/o la disinfestazione ovvero mediante il controllo e il miglioramento delle condizioni del microclima per quanto riguarda la temperatura, l’umidità e la ventilazione ovvero per quanto riguarda l’illuminazione e il rumore.(Fonte: art. 1, comma 1, del D.M. Industria n. 274/97)

Processo fisico o chimico finalizzato alla distruzione stocastica di ogni forma microbica vivente, in forma sia vegetativa che sporale. Secondo norma UNI EN 556, il livello di sicurezza di sterilità (SAL) corrisponde alla probabilità teorica minore/uguale 1 du 1 milione di rilevare un microrganismo sopravvivente all’interno di un lotto di sterilizzazione. (Fonte: Schema di linee guida per la definizione di protocolli tecnici di manutenzione predittiva sugli impianti di climatizzazione – Gazzetta Ufficiale 03/11/2006)

Tampone superfici covid-19

Si. E’ possibile eseguire idonei tamponi per la verifica su superfici della presenza di COVID-19.

Questo controllo può essere utilizzato sia per la verifica delle attività di sanificazione, sia per prevenzione. Il controllo della presenza COVID-19 può essere utilizzato anche per pianificare al meglio le attività di sanificazione ambientali con nebbia igienizzante o altri strumenti di sanificazione idonei.

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